Itinerario di due settimane in Corea del Sud: tradizione, modernità e paesaggi indimenticabili
Il mio viaggio di due settimane in Corea del Sud è stato un’esperienza incredibile, un mix pazzesco di città futuristiche, siti storici, street food irresistibile e paesaggi naturali mozzafiato. Trattandosi della mia prima volta nel paese, ho scelto di seguire un itinerario “classico” ma denso, da nord a sud, viaggiando esclusivamente con mezzi pubblici, efficienti, economici e puliti, ad eccezione dell’isola di Jeju, dove ho noleggiato un’auto per muovermi con più libertà e senza vincoli di orario.
In questo articolo trovi il racconto completo del mio percorso e qualche consiglio pratico.


L’itinerario in breve
Il mio viaggio di due settimane in Corea del Sud è iniziato e si è concluso a Seoul, la capitale, dove sono arrivata con un comodissimo volo diretto da Milano Malpensa con la compagnia Korean Air.
A proposito di compagnie ti consiglio di leggere il mio articolo con le recensioni oneste di tutte le compagnie aeree con cui ho volato finora.
Dopo qualche giorno a Seoul, mi sono spostata verso sud in treno, per visitare le città di Pohang, Gyeongju, Busan, e infine l’isola di Jeju, prima di tornare nuovamente a Seoul per il volo di ritorno.
Si tratta di un itinerario abbastanza standard ma con qualche aggiunta un po’ diversa dal solito.
Corea del Sud, il mio itinerario
Seoul
Seoul è una città che ti travolge, letteralmente. Moderna, immensa, piena di vita a qualsiasi ora del giorno e della notte. Ho passeggiato per i suoi quartieri più famosi come Hongdae, Myeongdong, Itaewon e Insadong, camminato tra palazzi imperiali e grattacieli altissimi che si alternavano a tranquilli templi cittadini. Ci puoi tornare mille volte e non annoiarti mai.
Per tutti i dettagli su questa meravigliosa città ti consiglio di leggere l’articolo cosa vedere a Seoul


La zona demilitarizzata (DMZ)
Una delle esperienze più forti del viaggio è stata la visita alla DMZ, la zona che separa le due Coree. Poiché non è purtroppo possibile visitarla in autonomia, ho prenotato un tour guidato con partenza da Seoul, che in realtà, a parte per un paio di dettagli organizzativi, si è rivelato molto interessante per saperne di più sulla storia del conflitto e sulla tensione ancora presente.
Suwon
A meno di un’ora da Seoul c’è Suwon, una vera scoperta. Suwon è una cittadina circondata da mura storiche perfettamente conservate, con un centro vivace ma molto meno turistico rispetto alla capitale. Considerata la comodità dei collegamenti da Seoul ho scelto di visitarla in giornata, a mio avviso la scelta migliore per evitare di girare con bagagli al seguito.
In questa località troverai, tra le altre cose, una delle librerie più famose del web, ti consiglio quindi di non perdere l’articolo dedicato dove ho parlato nel dettaglio di queste esperienze: tre gite di un giorno da Seoul
Pohang
La prima tappa al di fuori di Seoul è stata Pohang, che ho raggiunto in treno. Ho scelto di visitare questa città sia perché attratta dalla sua posizione costiera e perché volevo vedere dal vivo il suo space walk, una vera e propria opera d’arte realizzata per la città dall’azienda locale POSCO.
È diventata ormai un’attrazione turistica molto visitata e camminarci sopra è come passeggiare nello spazio, per questo il nome. Durante le giornate di maltempo o vento forte, come nel mio caso, purtroppo non è possibile salire sulla scalinata, ma anche osservarla dal basso è molto interessante.
Un altro dei motivi che mi ha spinto a visitare Pohang è il fatto che alcune zone più periferiche della città sono state usate come set per il K-Drama Hometown cha cha cha ed ero curiosa di vederne le ambientazioni dal vivo.
Il famoso bar della serie in realtà non esiste, c’è solo una facciata, conservata per poter permettere ai turisti di immortalarla. Idem per il minimarket.
Sempre sulla costa di Pohang è presente un particolarissimo molo a forma di ancora, che dall’alto è spettacolare. Purtroppo anche qui il vento eccessivamente forte mi ha impedito di realizzare fotografie aeree e anche di godermi la passeggiata.
La visita a Pohang, per quanto interessante, è stata abbastanza sfortunata per via del meteo. Devo ammettere inoltre che muoversi nelle aree al di fuori dalla città, dove si trovano i principali elementi del set, e raggiungere il molo, è stato abbastanza impegnativo per via dei pochi mezzi pubblici e dei pochissimi taxi disponibili. Col senno di poi noleggerei un’auto per evitare perdite di tempo e per non perdere la visita ad altre zone che inevitabilmente ho dovuto saltare.


Gyeongju
Gyeongju è stata una delle tappe più affascinanti dell’intero viaggio, la città che dopo Seoul mi ha colpito maggiormente. Viene definita come un museo a cielo aperto e in effetti è ricchissima di patrimoni UNESCO, templi e tombe immerse nel verde.
Qui ho deciso di provare un’esperienza tradizionale alloggiando in un hanok tradizionale, la tipica casa coreana, un’esperienza intima e speciale che ti riporta indietro nel tempo. La colazione semplice e tradizionale servita in giardino è stato poi un plus non indifferente.
In questa città c’è anche uno degli Starbucks con l’edificio in stile coreano.
Busan: tra mare, templi e mercati
Dopo Gyeongju, ho raggiunto Busan, seconda città della Corea del Sud. Qui il mare incontra la modernità: spiagge, grattacieli e tanto street food. Una città giovane, dinamica, assolutamente da vedere durante un viaggio in Corea del Sud.
Tutti i dettagli su questa città li trovi nell’articolo dedicato Busan, tra mare, templi e mercati, cosa fare e vedere


Jeju
Per raggiungere Jeju ho preso un volo interno da Busan. I voli domestici in Corea del Sud, hanno tutti dei prezzi estremamente competitivi e pur imbarcando il bagaglio in stiva non si spende mai troppo (per farti un esempio io ho speso una quarantina di euro a tratta prenotando con qualche mese di anticipo).
L’isola di Jeju è un mondo a parte, si arriva e sembra di essere atterrati in un paese totalmente diverso. Vulcani (spenti), scogliere, cascate, e paesaggi mozzafiato. Qui ho noleggiato un’auto per ottimizzare gli spostamenti ed avere la libertà che solo un veicolo privato può darti.
Se hai intenzione di noleggiare un veicolo in Corea del Sud, sappi che avrai bisogno della patente internazionale.
Sull’isola di Jeju ci sono inoltre moltissimi parchi, di ogni genere, che incontrano praticamente i gusti di tutti.
Ho trascorso sull’isola due giornate piene, ma avendo più tempo a disposizione, ne consiglio almeno tre.



Il cibo in Corea del Sud
Il cibo coreano è a mio avviso molto gustoso, spesso piccante ma estremamente economico. Anche chi non ama il pesce (come me) può trovare tantissime alternative: bulgogi, bibimbap, tteokbokki, kimbap di verdure, pancake salati, e l’imperdibile pollo fritto.
Gli street food market sono il cuore della gastronomia coreana: non si cena mai nello stesso posto, si assaggia qua e là, tra un banchetto e l’altro. Ma attenzione, lo street food va consumato vicino a dove si acquista, non si può passeggiare mangiando, inoltre non troverai cestini in cui buttare i rifiuti (se hai già visitato il Giappone lo sai). I cestini sono di solito nelle varie bancarelle, in alternativa potrai consegnare i rifiuti al proprietario che li butterà via per te.
Qui a differenza di quanto avviene in Giappone, se lo hai già visitato, nei konbini (convenience store) sono a disposizione dei clienti tavolini, microonde e dispenser di acqua bollente, quindi si può comprare, riscaldare e mangiare tutto lì, senza fretta e a qualsiasi ora. Ottimo modo per risparmiare e per mangiare comunque qualcosa anche se dovesse essere tutto chiuso.
Skin care coreana
Impossibile non parlare dei prodotti di skin care coreana, ormai diventati super famosi e virali anche in Italia. In Corea la cura della pelle è una vera e propria religione. I negozi Olive Young sono i più popolari e abbordabili e si trovano ovunque nelle grandi città. Sono spesso articolati su più piani, sempre affollati e pieni di tentazioni. In un attimo ti ritrovi nel cestino maschere, sieri e creme di ogni tipo anche se pensavi di entrare solo per “dare un’occhiata”.
Anche lo shopping in generale è ipnotico. Tra oggettistica, tenere mascotte, souvenir e snack particolari, ogni quartiere ha i suoi mercati, mall enormi o shop sotterranei. Ti verrà voglia di comprare cose che non sapevi nemmeno di desiderare.
Per concludere
Questo itinerario di due settimane in Corea del Sud come vedi è stato piuttosto classico, ma ti assicuro che è stato un susseguirsi di scoperte, paesaggi totalmente diversi tra loro, e una full immersion in una cultura che sa mescolare modernità e tradizione.
La Corea del Sud è un paese che ho amato moltissimo, facile da esplorare, accogliente, ben organizzato, e con altissimi livelli di sicurezza, tanto che lo consiglierei senza pensarci due volte ad una ragazza che vuole viaggiare da sola per la prima volta in un paese lontano dall’Europa.
Se stai pensando a un viaggio in Corea del Sud, condividi questo articolo con i tuoi potenziali compagni di viaggio e non perdere tutti gli altri contenuti su questo paese.
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