L’Oman è una di quelle destinazioni che da qualche anno ha iniziato ad incuriosirmi molto, da grande amante del Medio Oriente, del mare e dei deserti. L’Oman è un paese senza gli eccessi di altri paesi vicini, e proprio per questo lascia il segno.

Basti pensare ad esempio che, a differenza dei suoi vicini di casa, gli Emirati, gli edifici della capitale Muscat non possono essere più alti del minareto della moschea principale.

Sicuramente una sola settimana è un tempo molto breve per visitarlo, sarebbe meglio avere almeno una decina di giorni a disposizione, tuttavia se si aspetta di avere sempre il giusto tempo necessario, probabilmente non si partirebbe mai!

In questo articolo ti parlerò del mio itinerario e di cosa sono riuscita a vedere in 7 giorni in Oman. Ho esplorato alcune delle sue zone più iconiche, passando da antiche città dell’interno a canyon spettacolari, dal deserto alle acque cristalline del mare, fino alla capitale Muscat.

Ho pensato al mio itinerario di 7 giorni in Oman come una prima scoperta del Paese. Puoi prendere ispirazione da qui se vuoi farti un’idea completa di ciò che l’Oman offre, senza correre ma mantenendo un buon equilibrio tra natura, cultura e momenti di tranquillità.

Oman, vista su uno dei tanti palmeti con le montagne sullo sfondo

Cosa sapere prima di partire

Documenti necessari

Prima di partire è importante sapere che per accedere in Oman è necessario il passaporto con almeno sei mesi di validità residua. Il visto di ingresso viene apposto direttamente all’ingresso, è gratuito per una durata massima di 14 giorni. Per ogni giorno extra di permanenza verrà applicata una sanzione giornaliera.

Come sempre tutte le info aggiornate e dettagliate le trovi su Viaggiare Sicuri.

Come muoversi

L’Oman è un paese che si presta ad essere visitato in autonomia e guidare non presenta particolari difficoltà, anzi, le strade sono piuttosto belle, ampie e al di fuori della capitale per niente trafficate.

Il noleggio di un veicolo è quindi la scelta che ti consiglio se vuoi vivere un viaggio on the road. Tuttavia, se vuoi raggiungere alcune zone di montagna e guidare nel deserto, il suggerimento è quello di scegliere un veicolo 4×4, che ti offrirà una maggiore libertà.

Se non te la senti di guidare in situazioni più impegnative, come possono essere appunto il deserto o le strade sterrate di montagna, niente paura, puoi sempre valutare di lasciare l’auto in un punto stabilito e usufruire del servizio pick up offerto dagli alloggi di queste particolari zone. Ovviamente si tratta di un servizio a pagamento.

Come al solito ti suggerisco il mio motore di ricerca preferito per il noleggio auto, Discovercars, che da oggi offre anche uno sconto speciale per i miei lettori.

Pagamenti

La moneta che circola in Oman è il Rial Omanita ed è una buona idea cambiare contanti o prelevare qualcosa subito al tuo arrivo perché in molte località o esercizi l’utilizzo della carta di credito non è consentito.

Quando andare

Il clima in Oman è tropicale e desertico, nel periodo estivo le alte temperature possono rendere invivibili alcune zone, tanto che alcuni alloggi, ad esempio nel deserto, non sono neanche disponibili.

Il periodo migliore per visitare l’Oman va da ottobre a marzo/aprile, ma se soffri particolarmente il caldo ti consiglio di pianificare il tuo viaggio nel periodo tra novembre e febbraio, troverai temperature “estive” e gradevoli.

Io l’ho visitato nel mese di Dicembre e durante il giorno le temperature si aggiravano tra i 25 e i 30 gradi, ad eccezione naturalmente delle zone di montagna, dove però la felpa e il giubbino con cui sono partita da Milano erano più che sufficienti.

wahiba sands, dune al tramonto. Oman

Itinerario giorno per giorno

Eccoci finalmente al dettaglio dell’itinerario che ho deciso di seguire per il mio viaggio di 7 giorni in Oman.

Giorno 1: da Birkat al Mouz, Jabrin e Bahla fino a Nizwa

Subito dopo aver ritirato la nostra auto a noleggio, siamo partiti alla volta di Birkat al Mouz, un villaggio abbandonato costruito in fango, circondato da palmeti e attraversato da antichi canali falaj, un sistema di irrigazione tipico omanita e patrimonio UNESCO.

Passeggiare tra le sue rovine è come fare un salto indietro nel tempo, in un luogo dove il silenzio è parte dell’esperienza, letteralmente, perché non abbiamo incontrato neanche mezzo turista.

Abbiamo proseguito poi il viaggio verso Jabrin Castle, uno dei castelli più eleganti del paese con vista sui palmeti circostanti, una tappa a mio avviso imperdibile. Il forte successivo è stato quello di Bahla, anch’esso patrimonio UNESCO e di importanza strategica. Anche lui con pochissimi turisti e l’immancabile vista su città e palmeti.

Abbiamo poi raggiunto Nizwa al tramonto, una delle città più affascinanti dell’Oman, e ci siamo goduti una serata tranquilla, tra le vie illuminate del centro, assaggiando qualche pietanza locale.

Giorno 2: Nizwa e Jabal Shams, il canyon dell’Oman

La seconda giornata inizia prima dell’alba. A Nizwa ogni venerdì mattina a partire dalle 6:00 si tiene il mercato del bestiame, un’esperienza local molto importante per i residenti che ormai è diventata attrazione turistica molto frequentata.

Venditori di bestiame, prevalentemente capre, sfilano lungo un percorso circolare mostrando la propria merce e potenziali acquirenti controllano con estrema attenzione ogni animale prima di decidere se acquistare o meno. È sicuramente un’esperienza da vivere.

Imperdibile poi un giro nel meraviglioso souq della città, il luogo ideale per osservare la vita quotidiana e curiosare tra spezie e artigianato locale, in cerca del souvenir perfetto.

Il forte di Nizwa domina la città ed è uno dei meglio conservati dell’Oman, ideale da visitare al tramonto per gli incredibili colori, ma anche al mattino, all’orario di apertura l’atmosfera è molto tranquilla e rilassata e la visita è davvero piacevole.

In tarda mattinata abbiamo iniziato il viaggo verso Jabal Shams, la montagna più alta dell’Oman, spesso definita il “Grand Canyon del Medio Oriente”. In molti arrivano qui frettolosamente, scattano due foto al canyon e se ne vanno, io ho scelto di fermarmi a dormire per vivere la zona con più calma.

La passeggiata panoramica sul canyon è uno dei percorsi più suggestivi del viaggio: un sentiero spettacolare, con viste vertiginose sulle gole sottostanti.

Il sentiero non presenta particolari difficoltà tecniche, ma per chi soffre di vertigini in maniera molto forte potrebbe essere un problema, soprattutto nella parte finale del percorso, che risulta essere più esposta. Io soffro di vertigini ma onestamente non l’ho trovato “pericoloso”, anche perché il sentiero è piuttosto ampio, dunque consiglierei comunque di tentare.

Si può percorrere almeno il primo tratto, dove eventualmente per chi non se la sente ci si può fermare in uno dei chioschi presenti per scattare qualche foto o per un momento di tranquillità.

Per raggiungere Jabal Shams in autonomia è necessario un veicolo 4×4 in quanto si percorre un lungo pezzo di sterrato, a tratti molto accidentato. In alternativa, come ti anticipavo, molte strutture in zona offrono un servizio navetta, una soluzione comoda per chi non se la sente di guidare.

gran canyon d'oriente, oman

Giorno 3: Wahiba Sands, il deserto dell’Oman

Dal canyon, con un viaggio di circa 4 ore, si scende verso il deserto di Wahiba Sands, uno dei momenti più emozionanti del viaggio e una delle tappe che attendevo di più. L’accesso al deserto è possibile naturalmente solo con un 4×4, sgonfiando le gomme all’ingresso per affrontare le dune in sicurezza.

Nel paese alle porte del deserto troverai più di un gommista che al costo di un OMR (circa 2€) sgonfierà le gomme della tua automobile portandole alla pressione corretta.

All’interno del deserto si possono vivere diverse esperienze e l’opzione migliore è sicuramente quella di chiedere al proprio host quali attività ha disponibili e scegliere da lì.

Io ho scelto un jeep tour tranquillo, durante il quale abbiamo incontrato gli oryx, animali simbolo dell’Oman. Oggi purtroppo non vivono più completamente in libertà a causa del bracconaggio e dell’impatto umano, ma vengono protetti e curati in aree controllate.

Sicuramente sarebbe stato molto più bello poterli avvistare liberi e nel loro habitat, ma se questo è l’unico modo per tutelarli…

Dopo un pranzo sulla sabbia, all’ombra di un grande albero, la visita a una casa beduina con caffè e datteri. La giornata si è conclusa con un tramonto spettacolare sulle dune e un’ultima sosta per assaggiare il karak, il tè speziato omanita. Rientrati nel nostro piccolo lodge ci siamo goduti una serata stellata incredibile.

cielo stellato nel deserto dell'oman

Giorno 4: Wadi Bani Khalid e Sur

Lasciato il deserto e rigonfiato gli penumatici, abbiamo seguito la strada che porta verso Wadi Bani Khalid, una vera oasi. Piscine naturali color smeraldo, palme e acqua fresca rendono questo luogo perfetto per una pausa rigenerante.

Una cosa che ci tengo a precisare è che l’Oman è un paese islamico e in quanto tale ci sono delle norme di buonsenso che è bene rispettare. In alcune zone è richiesto un certo tipo di abbigliamento anche per fare il bagno e il tutto è specificato con dei cartelli piuttosto semplici da capire, anche se non si conosce l’inglese.

Dunque se il bikini non è consentito, sarebbe intelligente da parte dei viaggiatori rispettare questa richiesta e fare il bagno con una t-shirt e un pantaloncino. Purtroppo ho visto diversi turisti europei che ignoravano il divieto.

Credo sia importante ricordare che siamo sempre ospiti nei paesi che visitiamo e il rispetto delle usanze locali dovrebbe essere parte integrante dell’esperienza.

Nel pomeriggio una tappa a Sur, incantevole città affacciata sul mare, storicamente legata alla costruzione dei dhow, le imbarcazioni tradizionali in legno. L’atmosfera qui è rilassata, autentica, ideale per qualche momento di pace dopo una giornata intensa.

Risalendo verso Muscat una breve tappa al Bimmah Sinkhole, una dolina carsica (ovvero si è scavata grazie all’erosione) dalle acque turchesi. Secondo alcuni si sarebbe formata per la caduta di un meteorite, una versione poetica che aggiunge fascino a questo luogo già molto suggestivo.

Giorno 5: Muscat

Arrivati a Muscat, il primo approccio è stato con la zona di Mutrah con il suo lungomare e suo imperdibile souq. Da vedere anche il quartiere del palazzo Al Alam, il palazzo presidenziale cerimoniale e l’area delle ambasciate, dove si trovano anche alcuni interessanti ristoranti vista mare, perfetti per una pausa pranzo.

Nel pomeriggio abbiamo visitato la Royal Opera House, uno dei simboli culturali della capitale, bellissimo fuori e ancor di più al suo interno. Il mio suggerimento è quello di attendere il tramonto, quando le luci iniziano ad accendersi, regalando un’atmosfera particolarmente elegante.

royal opera house muscat dopo il tramonto

Giorno 6: isole Daymaniyat

A fine viaggio ho scelto di dedicare una giornata al mare. Da Muscat siamo partiti per una escursione alle isole Daymaniyat, area marina protetta famosa per lo snorkeling. Qui ho fatto la mia prima esperienza con questa attività, nuotando accanto alle tartarughe. È un’esperienza meravigliosa che consiglio a tutti, ma che va vissuta con grande rispetto per gli animali che non vanno in alcun modo toccati o disturbati.

Giorno 7: ultime ore e rientro

Prima del volo di rientro per l’Italia, ho deciso di dedicare l’ultima mattina alla visita della Grande Moschea del Sultano Qaboos. La moschea è la più grande dell’Oman e fino a qualche anno fa, prima che arrivasse quella di Abu Dhabi, deteneva alcuni primati.

La Moschea è aperta per i turisti non musulmani dal sabato al giovedì e solo al mattino, dalle 8:00 alle 11:00, tienine conto durante il tuo viaggio. Inoltre tieni conto che potrebbe essere chiusa in via eccezionale per motivi istituzionali, eventi assolutamente non prevedibili e neanche segnalati, come è accaduto a me.

La foto che vedi infatti è stata scattata dall’esterno.

Dopo l’inevitabile delusione iniziale, ho pensato che forse era un segnale che mi invitava a tornare.

Organizzare un viaggio in Oman

Come per qualsiasi luogo, anche per organizzare un itinerario in Oman è necessaria un minimo di pianificazione e attenzione ai dettagli. Vanno calcolate bene le distanze da percorrere giornalmente e, come ti ho già detto, va valutato il noleggio di un veicolo 4×4 per poter percorrere alcuni tratti.

Sicuramente una settimana non è sufficiente a vedere tutte le meraviglie che questo paese ha da offrire, ma è un buon compromesso per iniziare a conoscere e per innamorarsi di questa terra.

Se stai pensando di visitare l’Oman ma non te la senti di organizzare tutto in autonomia, posso aiutarti a creare un itinerario personalizzato, occupandomi della progettazione del viaggio e delle prenotazioni, in base al tempo a disposizione e al tipo di esperienza che desideri vivere. Contattami via mail per saperne di più.

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