Zhangjiajie è una delle zone più spettacolari della Cina. Un posto che inizia a incantarti ancora prima di mettere piede fuori dall’aeroporto. Già dal finestrino dell’aereo, infatti, una volta atterrati, si intravede in lontananza la Tianmen Mountain e la sua famosa “Porta del Paradiso”. Una visione sufficiente per capire che quello che ti aspetta non sarà un posto qualunque.
Non sapevo ancora che quella sarebbe stata l’unica volta in cui l’avrei vista con il cielo aperto, ma questa è un’altra storia.
Zhangjiajie è una località molto turistica, per questo molto organizzata, in certi periodi caotica, ma comunque affascinante. È uno di quei posti che vanno accettati per quello che sono, senza aspettarsi silenzio assoluto o natura selvaggia nel senso più classico del termine, cosa che vale un po’ per tutti i posti in Cina. Pur trovandoci in mezzo alla natura, infatti, qui tutto è pensato per permettere a chiunque di vedere paesaggi straordinari con il minimo sforzo fisico possibile. È un’esperienza diversa da quello a cui siamo abituati.

Se stai pianificando un viaggio più ampio in Cina, Zhangjiajie si inserisce perfettamente in un itinerario che alterna grandi città e natura. Nell’articolo sull’itinerario generale in Cina trovi una visione d’insieme delle tappe possibili in 15 giorni.
Dove dormire a Zhangjiajie: centro città o vicino al parco?
Su come organizzare il soggiorno a Zhangjiajie esistono diverse scuole di pensiero. C’è chi consiglia di dormire nei pressi del parco nazionale la sera prima della visita e poi spostarsi in centro, e chi invece preferisce sistemarsi da subito nella zona centrale per evitare troppi spostamenti.
Io ho scelto di dormire in città, vicino alla lunghissima cabinovia che porta alla Tianmen Mountain. È una zona molto piacevole, con una via principale piena di ristoranti e locali informali, perfetta per la sera quando si rientra stanchi ma si ha ancora voglia di stare in giro a mangiare o bere qualcosa. Un posto semplice e vivo.
Come spesso accade in viaggio, non esiste una scelta giusta in assoluto. Esiste quella che ti fa sentire più a tuo agio in base al tempo che hai, all’energia che vuoi spendere negli spostamenti e al tipo di esperienza che cerchi.
Zhangjiajie cosa vedere:
La prima sera: il 72 Wonder Tower
Dopo aver lasciato i bagagli in hotel ed essendo ormai quasi sera, ho deciso di iniziare da un posto che mi incuriosiva tantissimo: il 72 Wonder Tower. È difficile da descrivere se non con una parola: surreale.
Un complesso di torri tutte illuminate, che sembrano quasi finte, come in un enorme parco tematico. È trash, è eccessivo e pensato di certo per i turisti, ma non per quelli occidentali. È un turismo profondamente locale, e proprio per questo affascinante. Gli spettacoli serali aggiungono un tocco di follia che rende l’esperienza ancora più strana e magnetica.
Nel distretto ci sono ristoranti e locali dove cenare. Una sera qui vale la pena passarla, senza cercare di darle più significato di quello che ha: è una parentesi, uno spaccato di Cina contemporanea che convive serenamente con il suo lato più kitsch.


Il Parco Nazionale di Zhangjiajie
La giornata successiva l’ho dedicata al motivo principale per cui la maggior parte delle persone arriva fin qui: il Zhangjiajie National Forest Park, assolutamente da vedere.
Il parco è diventato particolarmente famoso anche tra i turisti occidentali, perché al suo interno sono presenti le montagne che hanno ispirato il film “avatar“.
Dal centro città si raggiunge in circa 40 minuti con un Didi, il servizio di taxi locale che si utilizza tramite app.
Per organizzare gli spostamenti in Cina e muoversi senza stress, le app sono fondamentali: ne parlo in modo dettagliato nell’articolo dedicato.
Come acquistare i biglietti
Il biglietto del parco è meglio acquistarlo in anticipo, e il modo più semplice è chiedere direttamente al proprio hotel. Io ho fatto così e mi sono risparmiata code, incertezze e problemi di comunicazione. In Cina affidarsi allo staff delle strutture è spesso la soluzione più pratica.
Una cosa importante da sapere è che esistono varie tipologie biglietto di ingresso al parco, tutti con caratteristiche differenti in merito ai trasporti in loco ma sempre con la validità di quattro giorni consecutivi. Questo significa che, avendo tempo a disposizione, si possono esplorare zone diverse del parco in giornate separate senza dover pagare nuovamente.
Di seguito il costo dei vari biglietti con le relative caratteristiche.
- 227 yuan: include il bus navetta e l’ingresso valido 4 giorni;
- 465 yuan: include il bus navetta, l’ingresso valido 4 giorni, 3 corse in funivia e 1 utilizzo dell’ascensore;
- 521 yuan: include il bus navetta, l’ingresso valido 4 giorni e utilizzi illimitati di funivia e ascensore.
Come visitare il parco
Arrivati al parco, ci si trova subito immersi in un sistema molto organizzato. Avendo un solo giorno a disposizione da trascorrere nel parco, ho deciso di visitare la zona più famosa, quella che include le celebri “montagne di Avatar“. Arrivati all’ingresso si può scegliere se:
- salire con l’ascensore e scendere con la cabinovia
- oppure fare il contrario
La salita con l’ascensore, meteo permettendo, è spettacolare, ma spesso può risultare molto affollata, specie in alcuni periodi. Procedere quindi al contrario può essere una valida alternativa per cercare di vivere un’esperienza più tranquilla, per quanto possibile.
Una volta in cima, sembra tutto piuttosto caotico. Le mappe non sono chiarissime, le indicazioni neanche, e ci si sente un po’ spaesati. In realtà il funzionamento è più semplice di quanto sembri.
Il parco è suddiviso in varie aree panoramiche. Ci si sposta tra una zona e l’altra con piccoli bus che effettuano tratte interne. Ogni fermata corrisponde a una serie di passerelle, punti panoramici e brevi passeggiate. Non aspettarti un parco in cui si fanno grandi trekking: qui tutto è progettato per vedere il massimo con il minimo sforzo.
In periodi di grande affluenza può capitare di dover attendere il proprio turno per salire sui bus, perché sono piccoli e la richiesta è alta. Fa parte dell’esperienza, però è bene metterlo in conto.
Ovunque ci sono punti ristoro, ristoranti e bancarelle. È una macchina turistica perfettamente costruita, che funziona con un’efficienza impressionante.

Una natura spettacolare, ma organizzata
Ci tengo a dirlo senza troppi giri di parole: Zhangjiajie non è il parco naturale selvaggio che molti immaginano. È un luogo spettacolare, ma totalmente progettato per il turismo. Questo non lo rende meno affascinante, ma semplicemente diverso e mi sembra giusto farlo presente, per non creare aspettative sbagliate.
Le montagne che hanno ispirato Avatar sono reali, vertiginose, potenti. Ma l’esperienza è filtrata da ascensori, passerelle, bus e cabinovie. Saperlo e accettarlo permette di vivere la giornata con più consapevolezza, senza aspettarsi qualcosa che qui non esiste.
Tianmen Mountain e la lunga cabinovia
Un’altra delle cose da vedere a Zhangjiajie è sicuramente la sua Tianmen Mountain, la montagna simbolo della città e famosa per la sua “Porta del Paradiso”, il grande arco naturale scavato nella roccia.
Qui entra in gioco una delle cabinovie più lunghe al mondo, che parte praticamente dal centro città e sale fino in cima alla montagna. Il tragitto di questa cabinovia misura circa 7 Km e dura 30 minuti. Per chi soffre di vertigini, come me, non è esattamente un momento rilassante. Ogni volta che devo salire su una funivia non mi sento troppo a mio agio, ma cerco sempre di non farmi bloccare dalla paura, perché rinunciare significherebbe precludersi esperienze incredibili.
I percorsi A, B e C della Tianmen Mountain
Per visitare la Tianmen Mountain esistono tre tipologie di biglietto, rispettivamente itinerario A, B e C. Al momento dell’acquisto è necessario scegliere quale percorso si intende fare. Anche in questo caso, il consiglio è di chiedere supporto al proprio hotel.
Tutti i percorsi hanno lo stesso prezzo, 278 yuan (circa 34€).
- Il percorso A prevede la salita con la funivia lunga, la discesa a piedi lungo i 999 gradini e poi la discesa con la funivia corta. Si rientra in centro con un bus navetta incluso nel prezzo.
- Il percorso B prevede la salita con la funivia corta, che si raggiunge con un bus navetta in partenza dalla stazione della funivia lunga, la salita a piedi lungo i 999 gradini e poi la discesa con la funivia lunga.
- Il percorso C prevede la salita e la discesa con la funivia corta e la percorrenza a piedi dei 999 gradini due volte.
Io ho scelto il percorso B, perché mi sarebbe piaciuto percorrere la scalinata in salita, sicuramente più faticosa ma con la vista più spettacolare sulla montagna e la sua “porta”.
Il meteo
Purtroppo i miei piani non sono andati come avrei voluto. Bisogna mettere in conto che Zhangjiajie è una delle zone più piovose di tutta la Cina, e quel giorno la montagna era completamente avvolta dalle nuvole. Nonostante qualche ora di attesa all’interno del sito, dopo averlo raggiunto con la funivia breve, il meteo continuava a peggiorare e le nuvole a diventare più fitte. Dunque per me niente porta del Paradiso, niente panorama, niente viste spettacolari. Solo nebbia, umidità e la consapevolezza che anche questo fa parte del viaggio.
Non vedere la Porta del Paradiso di Zhangjiajie è stato un grande dispiacere, inutile negarlo. Ma è anche una delle lezioni più semplici del viaggio: non tutto va come lo immagini, e non per questo vale meno. Bisogna solo imparare ad accettarlo.
Zhangjiajie ti insegna anche questo. A volte torni a casa senza la foto che volevi, ma con un’esperienza che comunque non dimenticherai.



La fuga improvvisata a Furong
Delusa dal meteo, ho deciso di improvvisare una gita pomeridiana a Furong, un villaggio a circa 20 minuti di treno da Zhangjiajie.
Siamo arrivati quando c’era ancora luce, con il tempo giusto per vedere il villaggio alla luce del giorno e goderci i suoi punti panoramici. Ma è al tramonto che Furong cambia volto. Quando si accendono tutte le luci, il villaggio arroccato sulla cascata si illumina totalmente e diventa quasi irreale.



Cenare in uno dei ristoranti con vista è di certo un’esperienza molto turistica, è vero, e i prezzi sono più alti rispetto alla media cinese. Ma per una sera può valerne la pena. È una di quelle esperienze che si fanno sapendo che sono costruite per il visitatore, ma che riescono comunque a lasciare un ricordo indelebile.
Per concludere
Zhangjiajie è sicuramente un luogo da vedere. È una località affascinante in cui la natura convive con una gestione turistica fatta di infrastrutture incredibili, e che ti insegna quindi a rivedere la tua idea di “parco naturale”.
Se stai organizzando un viaggio in Cina in autonomia, ti consiglio di leggere anche: la guida su come prenotare i treni cinesi, per spostarti facilmente tra una città e l’altra.
Zhangjiajie è una tappa “impegnativa” da organizzare rispetto alle altre e che rischia di deludere in caso di condizioni meteo avverse, è però un luogo che nonostante tutto inserirei ancora una volta nel mio programma perché una volta visto non si dimentica.
Se stai pensando a Zhangjiajie come una tappa del tuo viaggio in Cina e non ti va di affrontare tutta l’organizzazione in autonomia o se preferisci affidarti a qualcuno che possa aiutarti a creare un itinerario equilibrato, posso affiancarti nella progettazione del tuo viaggio. Costruiremo un percorso personalizzato in base al tempo che hai, ai luoghi che ti ispirano e al tipo di esperienza che vuoi vivere.
Che si tratti di un viaggio individuale o di un progetto più ampio, puoi scrivermi e raccontarmi la tua idea: da lì possiamo capire insieme come trasformarla in un itinerario concreto.

